Nei primi anni del 1100 Firenze era completamente circondata dai possedimenti dei maggiori feudatari del periodo: i conti Alberti, i Cadolingi e i Guidi. Il nome della località geografica in cui oggi sorge la fattoria di Colle Alberti fa quindi pensare a un possedimento degli Alberti, un’antica famiglia di origine longobarda che attorno all’anno 1000 possedeva molti terreni nella zona di Prato. Intorno al 1113, in seguito alla morte del conte Ugo dei Cadolingi, Tancredi degli Alberti ne sposò la vedova, entrando così in possesso di vastissimi feudi, castelli e terre poste tra Firenze e Fucecchio. Molto probabilmente Colle Alberti era tra queste.
La prima nota scritta in cui si parla del podere Colle Alberti è una clausola contrattuale del 1292 per la concessione di un terreno a mezzadria da parte del proprietario Puccio, discendente degli Alberti. Nello stesso documento, oltre alla definizione della superficie dei terreni (pari a circa 6 ettari) è presente anche la cessione al mezzadro dell’uso di un’abitazione.

Più tardi, tra il 1567 e il 1607, Colle Alberti diventa una fattoria di proprietà della famiglia fiorentina Strozzi. Numerosi documenti citano la fattoria degli Strozzi, rivelando un possedimento di terreni talmente ampio da raggiungere la riva del fiume Arno. Dai documenti dell’epoca emerge anche che la casa detta “Casanova” faceva già parte dell’estesa proprietà, proprio con lo stesso nome che ancora oggi conserva: questo è il podere dove attualmente risiede l’agriturismo della Tenuta di Colle Alberti. Da un altro documento del 1607, l’inventario dei beni lasciati dal defunto Piero di Pandolfo Strozzi, si ricava l’esistenza della villa e degli annessi ad uso agricolo: il granaio (“la stanza delle biade”) e la cantina.

In seguito, fino al 1758, la proprietà della Tenuta di Colle Alberti è stata di diverse famiglie ma non esistono documenti che possano aiutare a stabilire con certezza tutti i passaggi. Dal 1758 invece l’ampio archivio storico tuttora conservato in fattoria è in grado di fornire tutti i dettagli necessari. Particolarmente rilevante è, nel 1803, il passaggio della proprietà a un cittadino spagnolo di Cadice, Don Giuseppe Perez Quintero che mantiene la Tenuta di Colle Alberti per sedici anni. In questo periodo Don Perez Quintero fa murare nella facciata ovest della villa il proprio stemma scolpito in pietra, che ancora oggi si trova là. E’ del 1818 una stima del valore della proprietà dove vengono considerati la villa, l’orciaia, i granai, la cappella privata, la colombaia, la torre dell’orologio e i dieci poderi facenti parte della Tenuta, secondo una configurazione assai simile a quella che ancora oggi è presente.

Nel 1819 Don Perez Quintero vende la proprietà per motivi di salute e la fattoria entra a far parte del patrimonio della società commerciale “Giovanni Antonio Sappa e C.”, specializzata nel commercio della seta. Alla morte di Giovanni Antonio Sappa, socio principale, la società cessa di esistere e la Tenuta di Colle Alberti viene attribuita ad Antonia, una delle due figlie, moglie di Leopoldo Valle. Da allora fino ad oggi, la fattoria non è mai stata più venduta, ma solo trasmessa per via ereditaria di generazione in generazione. La prima documentazione fotografica della Tenuta risale al 1883, come si legge nei documenti contabili di allora. Da quell’epoca, la Tenuta di Colle Alberti è sempre stata un’azienda vitivinicola. Clicca qui per vedere la storia della Tenuta attraverso le fotografie dal 1883 fino ad oggi.